Ottocento novecento – recensione

La copertina del libro

E’ in vendita da poche settimane, nelle librerie della città, un volume edito dalla Anselmo Editore dal titolo “Trapani Ottocento Novecento”. Si tratta di un libro storico di Trapani contenente delle foto antiche appartenenti principalmente all’archivio fotografico di Tonino Perrera che da qualche anno collabora con il sito Trapani Antica creato da Beppino Tartaro.

E’ un libro interessante già dal titolo, “Ottocento Novecento”, proprio come il verso cantato da Fabrizio De Andrè(Ottocento Novecento millecinquecento scatole d’argento fine settecento ti regalerò) nella famosa canzone “ottocento” appartenente all’album le nuvole, anche se ovviamente non è detto che il titolo sia un’ispirazione del meraviglioso brano del cantautore genovese; ad ogni modo, il mio primo occhio da lettore si è concentrato sul titolo che mi ha riportato alla canzone.

Appena visto in libreria, ho sfogliato qualche pagina, e vista l’ottima qualità si stampa, ho deciso di acquistarne una copia.

Le foto sono bellissime, testimoni di svariati contesti di una città che, sopratutto dopo la seconda guerra mondiale, è cambiata radicalmente. Sono foto viste e riviste sul web, ma è indubbio che stampate su di un libro, si valorizzano ancor di più.

La prima lettura veloce appena rientrato a casa si è incentrata solamente nelle foto; una sfogliata veloce per vedere queste bellissime testimonianze in bianco e nero, peccato però che appena ho iniziato a leggere i testi, ho iniziato a storcere il naso.

Leggendo le referenze, i testi sono stati elaborati da Federica Santoro, con la bibliografia incentrata su due libri di Serraino, due di Salvatore Costanza e poi anche una pubblicazione di Rosaria del Bono e Alessandra Nobili e un’altra di Lina Novara e Anna Maria Precopi Lombardo. Per la sitografia sono stati citati il sito del comune di Trapani, il sito di Salvatore Accardi Trapani Invittissima, e il sito culturasicilia di Pergolizzi e Marino.

Per le prime sessanta pagine sembra che non ci sia niente da eccepire…un po’ di storia riassunta a volte troppo sommariamente,  dove a parlare sono maggiormente le foto; gli errori però iniziano appena si parla delle chiese della città, forse perchè l’elaborazione dei testi si è incentrata sul riassunto preso qua e là senza badare all’attualità delle cose.

Il primo errore in risalto riguarda la chiesa di San Nicolò, poichè da diversi anni è chiusa al culto e tutto ciò che era lì dentro è stato spostato altrove come per esempio la statua del Santo titolare della chiesa che invece risulta attualmente custodita nella chiesa del Collegio.

Altra svista per quanto riguarda la chiesa di Sant’Agostino dove c’è scritto che fu sede del Senato trapanese, mentre invece la sede del Senato fu Palazzo Cavarretta. Nella chiesa di Sant’Agostino semmai si tenevano le ricorrenze ufficiali del Senato e i consigli generali, poichè viste le adiacenze al palazzo Senatorio(Cavarretta) era considerata come il Duomo della città.

Riguardo la chiesa del Collegio non c’è alcun riferimento sulla lapide dove si parla del presunto arrivo della Madonna di Trapani e nemmeno della tela raffigurante la statua marmorea venerata in città. Riguardo la chiesa di Santa Maria del Gesù non c’è alcun riferimento riguardo la statua del Cristo che faceva parte del gruppo l’Ascesa al Calvario e nemmeno alle tante sepolture presenti.

Inoltre mi è sembrato troppo riassuntivo il paragrafo riguardante il Santuario dell’Annunziata, mentre sono state ignorate totalmente le chiese di San Francesco di Paola, del Carmine, del Carminello e la chiesa dell’Immacolatella ormai chiusa al culto.

Ma gli errori più grossolani e imbarazzanti riguardano l’evento più importante di Trapani in cui la città si identifica maggiormente: la processione dei Misteri. A pagina 113 non c’è alcun riferimento alla Confraternita di San Michele e a pagina 116 per esempio c’è scritto che “Da più di quattro secoli procede tutto alla stessa maniera”.

Siamo sicuri che sia così?? E’ un’affermazione totalmente incorretta: che la processione si rinnova da oltre quattrocento anni è verità sacrosanta, ma non si possono ignorare i mutamenti non indifferenti che l’evento religioso ha subito dal patologico trascorrere del tempo. Per completare, a pagina 120 si parla di Scinnute, ovvero i riti quaresimali che precedono la Settimana Santa. Il secolo di origine del rito è corretta, mentre è errato il riferimento alle bande musicali che sono state introdotte attorno al 1800 sostituendo i cantori. In origine il rito consisteva nell’esposizione del gruppo “sceso”, insieme al Santissimo Sacramento, e nel pomeriggio si teneva una predica; proseguendo si parla delle scinnute del Martedì Santo e Mercoledì Santo: in realtà le scinnute delle Pietà si svolgono la settimana prima perchè il Martedì e Mercoledì Santo i quadri vengono portati in processione, mentre la Scinnuta dell’Addolorata si tiene l’ultimo venerdì di Quaresima e non il venerdì Santo come erroneamente riportato sul libro.

Se non fosse stato per le sviste e gli errori nei testi troppo riassuntivi e superficiali, sarebbe stata una grande opera da ricordare, ben fatta e ben curata, paragonabile ad altre opere di altri autori pubblicate in precedenza.

Ovviamente la mia critica non ha nessuna intenzione di smontare questo lavoro, ma su certe cose non si possono chiudere gli occhi, poichè sia la storia che l’attualità(che un giorno sarà storia anch’essa), non possono essere trattate in modo approssimativo creando confusione tra i lettori che già confondono abbastanza i fatti storici con le opinioni. Si spera quindi che nel caso di una riedizione dell’opera, vengano corrette le sviste in modo da ripubblicare un’opera più completa che sia di riferimento per le generazioni future.

L’opera “Trapani Ottocento Novecento” è disponibile in due versioni, una brossurata da 16 euro e un’altra rilegata con cuciture e copertina rigida al costo di 30 euro.

Francesco Genovese

Categories: Attualità

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