Un voto per la città, contro l’arroganza

Un voto per la città, contro l’arroganza

Dopo aver scritto l’ultimo pezzo di riflessioni a pochi giorni dal silenzio elettorale del primo turno, mi ero promesso di scrivere una sorta di resoconto sul risultato del primo turno, un po’ come ho fatto cinque anni fa. Avrei scritto tutto martedì scorso, ma poi sono stato bloccato: mi è passata la voglia!

Il perché lo sappiamo un po’ tutti, visto che la campagna elettorale per le amministrative della nostra città, continua a regalarci quasi quotidianamente dei colpi di scena che in un certo senso mi hanno distolto sull’analisi generale del voto: tutto è passato in secondo piano.

I colpi di scena post primo turno hanno un nome e cognome:Girolamo Fazio. Il 12 giugno scorso la città si è svegliata dopo la lunga notte di spoglio con la certezza che il ballottaggio del prossimo 25 giugno avrebbe avuto come protagonisti Girolamo Fazio e Piero Savona. Nemmeno il tempo di realizzare il risultato, ecco che lo stesso Fazio il giorno dopo annuncia in conferenza stampa la propria intenzione a “mettersi da parte” per il ballottaggio, invitando i suoi elettori a non votarlo, ma senza un ritiro formale per non avvantaggiare gli altri candidati esclusi dal voto popolare.

Ma il colpo di scena più dirompente di questa storia è avvenuto sabato scorso, con la non presentazione da parte di Fazio presso l’ufficio elettorale della lista degli assessori designati, escludendosi di fatto dal ballottaggio: sicuramente non se l’aspettava nessuno.

Un colpo di genio, direbbero molti dei suoi “aficionados”, ma di fatto una vera e propria “bastardata” direbbero altri, poiché con questa mossa il ballottaggio avrà come unico protagonista votabile, il candidato Piero Savona che dovrà scontrarsi però con un candidato sicuramente più temibile dello stesso Fazio: il Quorum.

Si perchè la legge elettorale prevede in caso di rinuncia o esclusione di uno dei candidati, che per rendere valido il voto, occorrerà un quorum di votanti pari al 50% e un quorum di preferenze sull’unico candidato, pari al 25%. Nel caso in cui non si riuscirà a superare questi due ostacoli, la città verrà commissariata fino alla prossima tornata utile, ovvero maggio-giugno 2018.

Sappiamo benissimo che già in una situazione normale, un ballottaggio qualsiasi è sinonimo di flessione per quanto riguarda l’affluenza rispetto al primo turno. In questo caso sarà ancora più difficile visto che molti hanno manifestato la propria intenzione di non andare a votare, chi plagiato dalle indicazioni del proprio partito, chi plagiato dalla propria ignoranza e superficialità. Si, perchè domenica non si eleggerà soltanto un sindaco, ma il futuro di questa città, che non può permettersi di essere commissariata.

C’è un’atmosfera molto strana a Trapani, tra i proclami ufficiali dei “capoccia” trombati che invitano a non votare, e le mosse di nascosto da parte di alcuni possibili consiglieri comunali che di contro invitano i propri sostenitori ad andarci. Normalissimo, considerando che c’è la possibilità che in caso di commissariamento non venga eletto nemmeno il consiglio: mesi di campagna elettorale e di soldi spesi buttati al vento per colpa della prepotenza di un candidato sindaco che  è riuscito a plagiare e a complicare questa tornata elettorale in modo irrispettoso nei confronti della città. Ma anche l’eventuale decadenza del consiglio comunale è un’incognita, a dare conferma di un grosso deficit legislativo che sta creando non pochi scompigli. Legge da interpretare visto che si tratta della prima volta che accade una cosa del genere.

Per fortuna che una parte di città sembra essersi svegliata dal torpore, un parte di città che non vuole ballare questo walzer dell’arroganza, e che sta facendo di tutto per smuovere la coscienza civile degli indecisi; impresa ardua in una città perennemente sonnolenta come Trapani, ma voglio sperare che i trapanesi, sopratutto i trapanesi che non hanno partecipato al voto del primo turno, decidano di votare per la città e che non si facciano abbindolare da coloro i quali minimizzano le conseguenze del commissariamento. Qualsiasi comune di qualsiasi regione viene penalizzato con un commissario che penserebbe soltanto a far quadrare i conti e a gestire l’ordinario, lasciando in stallo tutto ciò che si potrebbe fare per rendere questa città più vivibile.

Domenica sarà una giornata decisiva e soltanto dopo le 23 potremo sapere se la maggioranza dei trapanesi avranno a cuore le sorti di questa città, mettendo da parte ciò  che rappresenta il colore politico del candidato Savona, che a mio avviso potrà essere il sindaco di tutti e non soltanto di chi l’ha votato.

Se così non fosse, calerà il sipario su questo squallido teatrino che ha fatto sprofondare questa città, sperando che il protagonista principale di questa storia, abbia il buongusto di non presentarsi come candidato sindaco nella eventuale tornata elettorale della prossima primavera; utopia, lo so… anche perchè se Fazio si fosse ritirato dalla competizione a maggio, tutto questo non sarebbe successo e magari domenica saremmo andati a votare per un ballottaggio sicuramente più normale di questo.

Concludendo, io andrò a votare: non solamente perché anche al primo turno ho votato Savona, ma per una questione di principio, visto che lo stesso Savona in campagna elettorale è stato fin troppo leale nei confronti dei suoi rivali e se ci troviamo in questa situazione, non è di certo colpa sua. Personalmente sarei andato a votare anche se ci fosse stato un altro “unico candidato”, perché il voto è qualcosa di troppo importante per essere schiacciato dalla prepotenza e dall’arroganza.

Che sia un voto per la città dunque, o per essere ancora più precisi, un voto contro l’arroganza!

Francesco Genovese

 

 

 

 

 

 

Categories: Pensieri Sparsi, Politica

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