SOLLEVAMENTO DEL VESCOVO DI TRAPANI

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SOLLEVAMENTO DEL VESCOVO DI TRAPANI (ITALIA) E NOMINA DELL’AMMINISTRATORE APOSTOLICO AD NUTUM SANCTAE SEDIS DELLA MEDESIMA DIOCESI 

Il Santo Padre Benedetto XVI ha sollevato dalla cura pastorale della diocesi di Trapani (Italia) S.E. Mons. Francesco Miccichè ed ha nominato Amministratore Apostolico ad nutum Sanctae Sedis della medesima diocesi S.E. Mons. Alessandro Plotti, Arcivescovo emerito di Pisa.

S.E. Mons. Alessandro Plotti
S.E. Mons. Alessandro Plotti è nato a Bologna l’8 agosto 1932.
Ha ricevuto l’ordinazione sacerdote il 25 luglio 1959, dopo aver conseguito la Laurea in Teologia Dogmatica presso l’Università Gregoriana e in Teologia Pastorale all’Università Lateranense.
Nell’ottobre 1960 è stato nominato Vice Parroco della parrocchia romana dei Ss. Urbano e Lorenzo a Prima Porta e ha svolto tale incarico fino al novembre del 1961, quando è stato chiamato come Assistente Ecclesiastico degli studenti alla Facoltà di Medicina e Chirurgia della Università Cattolica del Sacro Cuore in Roma.
Nel 1972 è stato nominato Vicario Economo della parrocchia di Santa Lucia, di cui è diventato Parroco il 15 novembre 1973, assumendo inoltre l’incarico di Prefetto della XXXII prefettura nel settore ovest del Vicariato di Roma.
Il 23 dicembre 1980 è stato eletto alla Chiesa titolare di Vannida con l’ufficio di Vescovo Ausiliare di Roma. Ha ricevuto la consacrazione episcopale il 6 gennaio 1981.
Il 7 giugno 1986 è stato promosso alla guida dell’arcidiocesi di Pisa e vi ha rinunciato il 2 febbraio 2008.

 

ATTENTATO AI RIPETITORI DI CANALE 2

Piena solidarietà a Canale 2 per il vile attentato. Sono schifato dalla prepotenza di chi ha agito in tale modo. Chiunque sia stato, o abbia ordinato tale azione, è un coglione all’ennesima potenza, un pezzo di merda senza se e senza ma!

Ballottaggi Amministrative – istruzioni per l’uso

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Si svolgeranno domenica 20 maggio dalle ore 8.00 alle ore 22.00 e lunedì 21 maggio dalle ore 7.00 alle ore 15.00 le operazioni di voto di ballottaggio per l’elezione del Sindaco.

L’elettore deve presentarsi al seggio di appartenenza con la tessera elettorale ed un documento di riconoscimento valido. Chi non ha la tessera o l’ha smarrita può richiederla, anche nelle giornate delle consultazioni, presso l’Ufficio Elettorale sito a Palazzo Cavarretta.

A Trapani Sono 60.826 gli aventi diritto al voto (29.031 maschi, 31.795 femmine). Le sezioni elettorali sono 70.

Si vota anche a Marsala, Castelvetrano e Alcamo.

All’elettore verrà consegnata una scheda sulla quale l’elettore dovrà apporre una croce sul nome del candidato sindaco.

Lo scrutinio inizierà a partire dalle ore 15.00 di lunedì 21 Maggio.

FAC-SIMILE SCHEDA ELETTORALE TRAPANI

FAC-SIMILE SCHEDA ELETTORALE MARSALA

 

Tra pochi giorni il ballottaggio

mauricidamiano

Mancano poche ore al voto di ballottaggio di domenica e lunedì e a Trapani, i motori caldi del primo turno sono diventati caldissimi al punto di far girare le…ventole di raffreddamento un po’ a tutti.

Come ben sappiamo, i candidati al ballottaggio sono Giuseppe Maurici(espressione di Marrocco e co) e Vito Damiano(espressione di D’Alì e co). Il primo che una volta era di Forza Italia  e che adesso è appoggiato da quasi tutti tranne che dal PDL, mentre il secondo è un generale dei carabinieri in pensione, la cui candidatura ha in un certo senso spiazzato tutti.

Il primo turno elettorale ha fatto morti e feriti sia tra le liste che non hanno superato lo sbarramento, sia tra quei candidati delle liste vincenti che non sono riusciti ad ottenere i voti sperati, e pochi giorni dopo i risultati, si sono delineati gli apparentamenti e gli schieramenti. Il candidato sindaco Nola, col suo 8% di consensi ha subito fatto la sua scelta, schierandosi con Maurici e ottenendo l’assessorato ai lavori pubblici, mentre gli altri candidati sindaco sconfitti hanno deciso di non appoggiare nessuno dei due sfidanti. Diversa la situazione del PD che non smette mai di stupire e di trasmettere confusione, poichè in un primo tempo viene comunicata la decisione di non appoggiare nessuno dei due candidati, e dopo poche ore in una conferenza stampa del candidato Maurici viene fuori che alcuni componenti del partito hanno deciso di appoggiarlo, con un assessorato assegnato al candidato Greco, secondo dei non eletti tra le file del partito democratico e tra essi anche il segretario provinciale uscente Grignano, eletto consigliere con 372 voti.

In merito a questa decisione che di fatto non rappresenta una cosa inaspettata, l’onorevole Camillo Oddo ha voluto chiarire che si tratta di scelte personali di alcuni componenti che si dissociano dalla linea del partito, sui quali se ne occuperanno gli organismi di garanzia. Ad ogni modo è chiaro che indipendentemente dal comunicato dell’onorevole Oddo, bisogna aprire una riflessione sul partito democratico con alcune semplici domande incentrate sia sull’imbarazzante spaccatura venutasi a creare sull’appoggio a Maurici, sia su altre discutibili scelte che il PD ha fatto in altri comuni come per esempio Castelvetrano e Marsala. Agli occhi degli elettori, questa mancanza di una linea politica decisa e conforme, porta solo confusione, aldilà del fatto che le ideologie sono state riposte nel cassetto da un bel po’ di tempo in quasi tutti i movimenti partitici.

Ritornando al ballottaggio, le strategie comunicative dei due candidati si sono distinte rispetto al primo turno. Da un lato Damiano che ha fissato una serie di comizi durante la settimana per cercare di incidere maggiormente sulla gente, puntando sui grandi eventi promessi per dare lustro alla città. Dall’altro lato Maurici che ha continuato la sua massiccia presenza, tramite messaggi autogestiti, sia in tv che sui giornali, forte della corazzata politica che lo sostiene.

Indipendentemente dagli schieramenti dei politici, la parola spetta adesso agli elettori che dovranno decidere chi sarà il nuovo sindaco di Trapani. E’ probabile che l’affluenza scenderà ancora di più rispetto al primo turno, sia per il normale trend dei ballottaggi, sia perchè per molti elettori di sinistra sarà difficile scegliere tra due candidati che rappresentano l’area del centro-destra; schieramenti che adesso sono gli uni contro gli altri e che domani potrebbero invece fare gioco di squadra. Tuttavia si tratta dei soliti pasticci della politica che molto spesso vanno in controtendenza con le reali esigenze dei cittadini, tra coloro che si limitano ad abboccare a qualsiasi cosa, e quelli che non si accontentano delle promesse elettorali, ma pretendono i fatti; visto l’andazzo, saranno cinque anni pieni di incognite.

Francesco Genovese

 

Amministrative 2012: Vincitori, vinti e trombati

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Concluse le elezioni comunali del 6 e 7 maggio, come in tutte le tornate elettorali, è l’ora dei bilanci, tra vincitori attesi, vincitori inattesi, sconfitti in partenza e trombati.

A Trapani e a Marsala, per quanto riguarda l’elezione del primo cittadino bisogna attendere il turno di ballottaggio del 20 maggio, e in tutti e due i comuni il risultato era abbastanza prevedibile aldilà delle speranze piene di autoconvincimento da parte dei candidati sindaco che sono rimasti fuori.

Tutta un’altra musica ad Erice dove il bravo Giacomo Tranchida esce vittorioso al primo turno con il 63% dei consensi, la maggioranza in consiglio, e quasi il doppio dei voti rispetto a Grimaldi, anche se questo importante risultato è stato accompagnato da problemi di interpretazione dei conteggi(secondo la nuova legge elettorale) da parte della regione, che nella mattinata di ieri aveva messo in discussione tutto con l’ipotesi ballottaggio, per poi ritornare ai risultati effettivi conteggiati dal comune. Deludente, come previsto, il risultato ottenuto da Aldo Marchingiglio che ottiene solo 499 voti.

Anche se a Trapani sono andati al ballottaggio i candidati più “quotati”, di certo non è mancata la delusione sopratutto per Maurici, che molti lo davano come vincitore al primo turno, per poi ottenere alla fine quasi il 38% dei voti. Stessa cosa per il generale Damiano, il cui risultato(27,40%) è stato decisamente al di sotto delle sue aspettative. Terza classificata in questa competizione elettorale, Sabrina Rocca, che ha ottenuto il 19,60%, poi Nola(7,75%), Caradonna(4,71%), Fasoni(1,57%) e Marrone D’Alberti(1,02%).

Il coraggio e la voglia di fare di Sabrina Rocca sono stati premiati a metà, poiché nonostante il buon risultato come candidata sindaco, la lista Trapani Democratica con Vendola non è riuscita a superare lo sbarramento del 5%, lasciando a casa i propri candidati che hanno creduto fin dall’inizio al suo progetto, al contrario del Pd che ha appoggiato la Rocca soltanto pochi giorni prima della presentazione delle liste. Un Pd che di certo non può cantare vittoria(anche dal punto di vista etico), ma che è riuscito a “piazzare” tre suoi consiglieri eletti.

Adesso il ballottaggio aprirà sicuramente nuovi scenari dal punto di vista delle alleanze, poiché appare scontato che il PD appoggerà Maurici(corteggiato ancor prima della decisione di appoggiare la Rocca), mentre Nola rappresenta in un certo senso l’ago della bilancia a seconda se si butterà con Maurici o con Damiano. Aldilà delle intenzioni di schieramento da parte dei rappresentanti dei vari partiti, in un ballottaggio può succedere di tutto, considerando la possibilità che l’affluenza scenda maggiormente.

Ad ogni modo il risultato di questa tornata elettorale a Trapani, deve senza dubbio aprire delle serie riflessioni sul centro-sinistra che ancora una volta perde, poiché le indecisioni e le spaccature, come previsto, non portano da nessuna parte.

E’ sfumato anche il progetto di Caradonna, che è stato il primo a fare un passo avanti nelle candidature, prima alle primarie del centrosinistra che non si sono più fatte e poi come come sindaco. Caradonna, appoggiato da una lista composta da IDV e Federazione della Sinistra, non ha ottenuto i consensi sperati(anche se era prevedibile), sia per il voto del sindaco che per la lista che non ha superato lo sbarramento. Caradonna è stato sicuramente penalizzato da una personale campagna elettorale decisamente spenta e poco incisiva.

E’ evidente che la sinistra trapanese non ha alcuna intenzione di vincere, poiché bastava presentarsi tutti uniti, PD, IDV, Rifondazione, SEL, Verdi etc etc, con un candidato unico, per cercare di ottenere maggiori consensi e giocarsi la partita con maggiore compattezza di idee e magari sperare nel ballottaggio. A mio avviso, anche se la colpa è da imputare maggiormente al PD, il centrosinistra tutto, a Trapani, è da rifondare; bisogna partire già da subito per creare un progetto unitario dove i personalismi e le polemiche da cortile andrebbero messi da parte, perché andando in questa direzione, la sinistra perderà sempre. Il risultato di Erice dovrebbe fare da esempio, visto che lì il PD ha fatto una scelta precisa ed ha ottenuto un buon risultato, mentre a Trapani le indecisioni iniziali di schieramento si sono trasformate in un vero e proprio autogol.

E infatti Trapani, in controtendenza con il resto d’Italia, sceglie ancora una volta il centro-destra che avrà due suoi esponenti al ballottaggio, che si spartiranno la torta della città falcata.

A Marsala ci sarà ballottaggio tra Adamo e Ombra; un ballottaggio quasi scontato un po’ per tutti tranne che per “Giulietta” che sperava in una vittoria a primo colpo e con largo distacco. Anche lì il centrosinistra ha deciso di presentarsi spaccato qua e là, con una buona affermazione di Gandolfo che in un mese ha saputo creare un bel gruppo pieno di buone intenzioni, e il risultato meno incisivo della Angileri, dissidente del PD, che si è presentata da sola per contrastare la decisione del PD di appoggiare Giulia Adamo, che al ballottaggio dovrebbe vincere senza problemi.

Riguardo il voto dei consiglieri a Trapani, qualcosa è cambiato rispetto alle precedenti elezioni, con l’ingresso a palazzo Cavarretta di nuovi volti che prenderanno il posto di alcuni consiglieri uscenti che non sono stati rieletti.

Tra i candidati più votati abbiamo Guaiana e Salone del PDL che insieme hanno ottenuto più di un terzo delle preferenze del partito di Alfano e del Senatore D’Alì. Le liste che non avranno alcun rappresentante in consiglio sono: Trapani Democratica, Fratelli d’Italia, Facciamo Trapani, IDV+Federazione Sinistra, Verdi e UDC.

La lista Fazio dovrebbe portare 4 consiglieri: Fazio(610), Ruggirello(318), Ravazza(275) e D’Angelo(275)

I riformisti avranno probabilmente 3 eletti: Vassallo(454), Mangano(448) e Briale(369).

Grande SUD avrà 3 consiglieri: Mannina(432), Barbera(386) e Ruggirello(310)

FLI avrà anche 3 consiglieri: Guarnotta(366), Cavarretta(325) e Giarratano(270).

4 consiglieri invece per la lista Grande Trapani: Ferrante(659), Carpitella(408), Colbertaldo(376) e Bianco (240)

Il PD avrà tre eletti: Abbruscato(678), Passalacqua(396) e Grignano(372)

2 eletti per l’MPA: Bianco(558) e Pumo(385)

5 consiglieri per il PDL: Guaiana(897), Salone(796), Vassallo(363), La Pica(320) e Lamia(291)

Infine 2 per l’MPS con Cafarelli(502) e Sveglia(382).

Dopo il ballottaggio potrebbero salire in consiglio o La Porta del PD(347) oppure La Porta dell’MPS(368).

Non ce la fa l’agronomo Pellegrino nonostante le sue 369 preferenze che non valgono nulla visto che la lista Trapani Democratica non ha superato lo sbarramento.

Stessa situazione per Bellina dell’IDV-FEDERAZIONE SINISTRA che ha bruciato le sue 259 preferenze.

Escono sconfitti anche l’ex sindaco Laudicina con soli 163 voti, Mimmo Mazzeo con 129 voti e Tumbarello con 218 preferenze.

Tra gli altri sconfitti abbiamo anche Giovanni D’Aleo che non ha superato le 227 preferenze, l’animalista Rizzi che si è fermato a 214 voti e Christian Salone con soli 202 voti.

Esclusa anche l’ex presidente del consiglio comunale Bucaria(salvo rinuncia da parte di qualcuno), che tra le file dell’MPA non ha superato le 278 preferenze.

Infine, anche Bongiovanni dell’UDC è stato escluso da Palazzo Cavarretta, sia per il risultato negativo ottenuto(184 voti), sia perché la lista dell’UDC non ha superato lo sbarramento, lasciando a casa anche il candidato Palermo, che ha ottenuto ben 564 preferenze.

A Erice la candidata più votata è Cettina Montalto del PDL con le sue 650 preferenze, a seguire Luigi Nacci di FLI con 320 voti e Daniela Toscano del PD con 283 voti.  L’unica lista che non supera lo sbarramento del 5 % è quella che appoggiava Marchingiglio sindaco, composta da IDV e federazione della sinistra. Non ce l’ha fatta Francesco Borghi del PSI che, nonostante la sua perenne campagna anti-Tranchida, non supera le 77 preferenze. Le liste civiche pro-Tranchida sono state senza dubbio il vero traino verso la riconferma del sindaco, mentre fallimentare è stata la fantomatica idea della Grande Città che ha rappresentato il punto cardine della campagna elettorale dell’editore Grimaldi appoggiato dal senatore D’Alì.

L’appuntamento per gli elettori è per il 20 e 21 maggio per il turno di ballottaggio dove si decreteranno i sindaci di Trapani e di Marsala; appuntamento che prolungherà di due settimane la campagna elettorale dei candidati sindaco che cercheranno in tutti i modi di ottenere la vittoria, anche perchè le campagne elettorali dei quattro candidati sindaco(Maurici e Damiano per Trapani; Adamo e Ombra per Marsala) sono state decisamente le più costose, a confermare ancora una volta che per vincere non bastano soltanto le idee e la faccia, ma è necessario mettere la mano nel portafoglio e spendere migliaia di euro tra pubblicità, eventi, e altro, per cercare di ottenere maggiore visibilità tra gli elettori.

Francesco Genovese